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Una limosnita por el Amor de Dios (El ultimo tremolo)

Agustín Barrios Mangoré (San Juan Bautista de las Misiones, 5 maggio 1885 – San Salvador, 7 agosto 1944) è uno dei più importanti chitarristi/compositori della storia della musica.


La sua produzione risulta estremamente variegata dal punto di vista stilistico: composizioni ispirate alla tradizione popolare sudamericana, ricche di fascinosi effetti strumentali, coesistono con brani di stampo romantico, impreziositi da raffinate armonie e melodie toccanti, e con pagine di ardita speculazione armonica.


Il compositore paraguaiano è noto anche per essere stato il primo al mondo ad aver inciso su disco i suoi brani per chitarra classica a partire dal 1913 per la casa discografica Atlantis/Artigas. “Una limosnita por el Amor de Dios” è l’ultima composizione di Agustín Barrios la quinta traccia del mio cd “Recital del Sur”, per tanto vorrei descrivervi brevemente quest’ opera dal punto di vista musicologico ed elencarvi alcuni esercizi che ho personalmente elaborato per studiare il tremolo, tecnica chitarristica sulla quale l’intero brano è basato.


Il 2 luglio del 1944, circa un mese prima di morire, Barrios si trovava nella sua abitazione a San Salvador e stava impartendo una lezione al suo allievo José Cándido Morales quando una donna anziana bussò alla porta chiedendogli una piccola elemosina (“Una limosnita por el Amor de Dios” furono le parole esatte della donna, ossia “Una piccola elemosina per l’amor di Dio”). Dopo la lezione Barrios “tradusse” quei colpi alla porta nelle dodici crome delle prime due battute della composizione, e che ritmicamente persistono per tutta la durata del brano, quindi aggiunse una melodia struggente da eseguire sui cantini (corde acute della chitarra) con il tremolo. Strumenti come il violino, il violoncello o la viola danno all’interprete la possibilità di far durare ogni nota strofinata con l’archetto per tutta la lunghezza dello stesso. La tecnica del tremolo della chitarra classica, leggermente diversa dall’equivalente flamenca, viene utilizzata per suonare quartine rapidissime senza sforzo e per “prolungare” simbolicamente la durata delle note della melodia, che altrimenti si estinguerebbe subito dopo le fasi di attacco dell’unghia della mano destra e di sostegno; suonando molto velocemente e più volte una sola nota è quindi possibile illudere l’orecchio umano, dando l’impressione che il suono di quella nota duri molto di più!


Ora proviamo ad immaginare un mandolinista napoletano che entra in pizzeria per suonarci “Malafemmena” e che esegue tutte le minime e semibrevi di questo brano (dal carattere moderato) con la sua pennata alternata rapidissima, accompagnato dagli arpeggi del suo amico chitarrista; è possibile suonare da soli (o evocare in qualche modo) tutto questo, utilizzando il pollice della mano destra (che indicherò con la lettera P) per eseguire i bassi e gli arpeggi dell’armonia, mentre l’anulare (A) , il medio (M) e l’indice (I) per ribattere ogni nota della melodia. È importante cominciare a studiare il tremolo lentamente, provando solo sulle singole corde a vuoto, soprattutto la prima e la seconda (sulla quale è più difficile e di solito meno chiaro); partendo da una velocità di 60 bpm di metronomo si esegue la sequenza P A M I, pizzicando la corda con ogni dito della mano destra su ogni battito, quindi si aumenta la velocità di 10 bpm quando si è sicuri, e così via progressivamente, fino a raggiungere la massima velocità in cui il tremolo risulta chiaro.



In seguito si possono suonare le corde più basse con il pollice, muovendolo con delle formule ben precise (dalla terza corda alla quarta, poi dalla terza alla quinta, infine dalla terza alla sesta e viceversa) e continuando ad eseguire il tremolo A M I sulla prima o seconda corda, aumentando progressivamente la velocità del metronomo.


Altro esercizio molto utile per l’indipendenza delle dita può essere quello degli accenti:

1) eseguire il tremolo a metronomo pizzicando più forte il pollice;

2) eseguire il tremolo a metronomo pizzicando più forte l’anulare;

3) eseguire il tremolo a metronomo pizzicando più forte il medio;

4) eseguire il tremolo a metronomo pizzicando più forte l’indice.


Successivamente si può studiare il tremolo col tocco preparato per sviluppare rapidità e controllo: eseguire ad esempio il tremolo a metronomo su una sola corda pizzicando col P e fermando la vibrazione della corda facendo “atterrare” l’A immediatamente sulla stessa; in questo modo l’A è già “preparato” a pizzicare la corda, trovandosi su di essa.


Quindi si può utilizzare il tocco preparato per tutta la sequenza (da A a M, da M a I, da I a P).


Un altro esercizio molto utile può essere quello degli scatti rapidissimi, da eseguire senza metronomo sulle corde a vuoto, pizzicando le corde il più presto possibile con queste sequenze (lo spazio indica una pausa nell’esecuzione):


PA PA PA PA ….


PAM PAM PAM PAM PAM 


PAMI PAMI PAMI PAMI PAMI


PAMIP PAMIP PAMIP PAMIP PMAIP


PAMIPA PAMIPA PAMIPA PAMIPA PAMIPA


PAMIPAM PAMIPAM PAMIPAM PAMIPAM


PAMIPAMI PAMIPAMI PAMIPAMI PAMIPAMI


PAMIPAMIP PAMIPAMIP PAMIPAMIP PAMIPAMIP


PAMIPAMIPA PAMIPAMIPA


PAMIPAMIPAM PAMIPAMIPAM


PAMIPAMIPAMI PAMIPAMIPMAI


PAMIPAMIPAMIPAMIPAMIPAMI… (CONTINUO)

Potrei continuare ad elencare un’infinità di esercizi appresi durante le numerose masterclass che ho frequentato (come quella del grande Pavel Steidl) e che ho scritto su un taccuino dedicato alla tecnica, ma preferisco non andare avanti: reputo quelli di su i più semplici e funzionali per cominciare a studiare il tremolo.



Nella foto Barrios in costume Guaraní. Per un certo periodo si presentò vestito così in pubblico, pur eseguendo il repertorio classico della chitarra e le sue composizioni, con il capo adorno di piume ed il nome d'arte di Mangoré, un cacicco indio che aveva fieramente avversato la colonizzazione.


Spero di avervi incuriosito e di avervi dato degli spunti; vi invito inoltre a visitare il mio nuovo sito web https://ilariolombardi.wordpress.com/ e ad ascoltare le mie interpretazioni sui canali youtube/facebook/instagram, nell’attesa di poter presto tornare a suonare dal vivo per voi e di poter parlare di musica di persona (anche a distanze inferiori ad un metro :D ).

Autore: Ilario Lombardi


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