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Intervista alla Dott.ssa Perrone, Dirigente della Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia

Sul nostro blog CULTURA ON intervista alla Dirigente Dott.ssa Anna Vita Perrone che ci parla delle attività e dei progetti della Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia “Teca del Mediterraneo”.



Lei è la dirigente della Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia “Teca del Mediterraneo”: quando è stata istituita e perché?


Teca del Mediterraneo, Biblioteca multimediale e centro di documentazione del Consiglio Regionale della Puglia, è stata istituita negli anni Settanta, a seguito dell’attuazione delle Regioni, prioritariamente per rispondere alle esigenze di documentazione dell’organo regionale che ha funzioni legislative. La data più interessante per il pubblico è l’anno 1994 quando, su deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio, si decise l’apertura al pubblico, aderendo a quanto indicato nel Manifesto Unesco sulle biblioteche pubbliche: la biblioteca del Consiglio regionale fu la prima a farlo ed ancora oggi non tutte le Regioni assicurano questo servizio, né possono vantare la pluralità e ampiezza di servizi, ora rivolti a tutte le fasce d’età e senza distinzioni sociali o di reddito. La scelta compiuta di unificare in un’unica direzione di livello dirigenziale apicale i servizi biblioteconomici con la comunicazione istituzionale, ha costituito un ulteriore elemento di qualificazione, offrendo attività fondate su una solida base ‘bibliodocumentale’. Numerosi e diversi sono stati, e continuano ad essere, i progetti destinati ai cittadini, alle scuole e agli studenti, alle altre istituzioni, per la conoscenza e la promozione del territorio regionale, della sua storia e di tutti gli elementi identitari, in ogni campo dello scibile umano. Le iniziative realizzate anche in collaborazione con le associazione del territorio, permettono di conoscere meglio la stessa Istituzione consiliare e la biblioteca, nonché di concorrere alla formazione del cittadino.


Il motto della Teca del Mediterraneo è «La conoscenza accresce le capacità»

Il patrimonio della Biblioteca è assai vasto: di che tipo di materiale dispone?


Il patrimonio della biblioteca ammonta a circa 35.000 documenti, con una prevalenza per i temi di diritto, economia e finanza, politiche pubbliche, organizzazione e management: una specializzazione che deriva proprio dal suo essere incardinata nell’organo consiliare. Sezioni specifiche del patrimonio riguardano però i temi della biodiversità, della cultura, dell’ambiente, della multiculturalità, dello spettacolo, della storia e del costume, con particolare riferimento alla Puglia e a tutti quei temi che ricorrono nei valori fondanti della nostra Repubblica, contenuti nella Costituzione Italiana, e ripresi nello Statuto della Regione Puglia. L’ultima sezione in ordine di tempo che sta vedendo accrescere in maniera esponenziale il suo patrimonio, è quella dedicata all’arte, in vista di una possibile futura fruizione da parte degli studenti dell’Accademia delle Belle Arti, che saranno vicini nella sede della ex caserma Rossani. La biblioteca è dotata, inoltre, di una piattaforma di documenti elettronici con e-book, raccolte di immagini, periodici storici digitalizzati, materiale archivistico. Oltre 300 le riviste, specialistiche e per il grande pubblico, consultabili in sede anche tramite gli archivi digitali d’annata. Vi sono poi fondi archivistici, derivanti per lo più da donazioni, specialmente riferiti allo spettacolo in Puglia.


In che modo la cittadinanza viene resa parte attiva di questa splendida realtà culturale?


Prioritariamente la cittadinanza può fruire, dei servizi disponibili e degli eventi in corso, tramite l’accesso ad un sito internet dedicato e dai principali social network: Facebook, Twitter, YouTube. Il lancio dei comunicati stampa relativi alle iniziative, a cura della Sezione stampa (altro ufficio del Consiglio regionale) permette di raggiungere altri cittadini, mediante il rilancio delle notizie sui quotidiani e le tv. La linea telefonica dedicata e i contatti email permettono di dialogare con gli utenti, ascoltare i suggerimenti e implementare iniziative sempre nuove, catturando le necessità formative della popolazione. L’accesso ai servizi avviene in maniera predominante con azioni autonome degli utenti della biblioteca: l’accesso alle sale letture, l’uso dei pc, la consultazione a scaffale aperto, ovvero la possibilità di visionare, come in una libreria, gli ultimi volumi acquistati in un’esposizione per materia.


Oltre alle sale, allestite a scaffale aperto, Teca del Mediterraneo mette a disposizione dei propri fruitori differenti attività; quali sono? (laboratori, corsi..)


Ciò che contraddistingue i numerosi servizi di Teca del Mediterraneo è l’assistenza qualificata all’utenza, sia in presenza sia online (reference digitale), che viene assicurata da una ditta esterna di operatori qualificati. Sono circa quindici le unità di personale utilizzato per far fronte ai diversi servizi, i quali vanno dal prestito alla elaborazione di ricerche e bibliografie personalizzate, dalla possibilità di effettuare copia del materiale (nel rispetto del diritto d’autore) a quella di seguire corsi di Information literacy, che illustrano come accedere alle fonti documentali: una conoscenza importantissima nel nostro mondo inondato da fake news, ma troppo spesso trascurata perché convinti che bastino quelle poche superficiali nozioni offerte dalla rete per farsi un’opinione.


Ci sono degli eventi in serbo dei quali desidera parlarci in anteprima?


La biblioteca è nella nuova sede da circa un anno e ancora dobbiamo mettere a regime le tante idee che i nuovi spazi permettono di realizzare. La ripartenza, dopo il periodo di chiusura forzata a causa della pandemia, è stata immediata, forti della disponibilità delle nuove sale, tutte con impiantistica adeguata e molto luminose. Ma la Teca del Mediterraneo è un’istituzione aperta al territorio, ci piace lavorare con gli operatori culturali presenti in tutta la Regione, assicurando il sostegno (finanziario, organizzativo, logistico, comunicativo) di cui le piccole realtà non dispongono per realizzare insieme iniziative di valore, raggiungendo un pubblico diversificato presente su tutto il territorio regionale. Ecco perché sarebbe riduttivo annunciare la prossima mostra o rassegna in programma, perché in poco tempo riusciamo a sostenere idee che forse oggi ancora stanno prendendo forma nella mente di qualcuno.


Il ruolo che Lei ricopre Le consente di essere immersa quotidianamente in una moltitudine di libri e pubblicazioni di qualsiasi tipologia: esiste un genere che predilige personalmente?

Anche per me vale il proverbio “Il calzolaio ha le scarpe rotte”: sarebbe il mio sogno trascorrere le giornate leggendo i bellissimi libri presenti in biblioteca, quelli che ci vengono donati, quelli che acquistiamo dopo accurate selezioni dei cataloghi degli editori nazionali e locali. Ma “purtroppo” devo dedicare le mie ore al lavoro e non mi resta che inebriarmi del profumo dei libri cartacei, di quelli appena acquistati e di quelli ormai storici presenti nei nostri depositi,della bellissima atmosfera che si vive all’interno di una biblioteca: il silenzio caratteristico delle sale lettura, lo scambio delle opinioni nella sala in cui si può conversare, gli approfondimenti durante le presentazioni dei libri o dei seminari che si svolgono in sede, dei tanti operatori con i quali si condividono le iniziative. Ma se una risposta alla domanda devo proprio darla, benché le mie personali preferenze non abbiano alcuna rilevanza, dopo le tantissime relazioni amministrative e gli atti letti per dovere d’ufficio, quando nei giorni di ferie mi è possibile dedicarmi alla lettura, preferisco dei romanzi che mi permettano di “evadere” dalla realtà, di conoscere altre culture o avere altri punti di vista dai quali poter osservare questo nostro mondo complesso.


Ha trovato, nel corso degli anni come dirigente, facile instaurare rapporti di collaborazione con organismi come associazioni?


Credo nell’associazionismo perché parto dal presupposto che si tratti di organismi ai quali le persone aderiscono secondo le proprie attitudini e preferenze. Alle volte la vita ci porta a svolgere un lavoro che non era proprio quello a cui aspiravamo, e allora il tempo libero lo dedichiamo a coltivare, spontaneamente e volontariamente, le attività che più ci piacciono, insieme alle persone che hanno i nostri stessi interessi. È meraviglioso! Ecco perché considero le associazioni una forma aggregativa sociale estremamente positiva. L’esperienza lavorativa degli ultimi dieci anni prestati presso la Regione Puglia però, mi ha fatto cogliere alcuni aspetti negativi che vorrei evidenziare per mettere in guardia chi non se ne ravvede. Alcune associazioni hanno solo il nome collettivo e si basano sulle prestazioni di pochi individui, se non di uno solo; agli altri basta la bandiera, basta poter vantare il nome di socio, ma senza essere attivi sul campo. Altre associazioni ancora, sono costituite solo da persone che hanno in comune lo stesso interesse (ad esempio, tutti i fotografi), ma non riescono a cogliere che, per la vitalità dell’organismo, è importante essere più disomogenei, senza snaturarsi: occorre che un socio si dedichi anche alla parte amministrativa, uno si interessi più della comunicazione, un altro favorisca le nuove adesioni, e così via. Potrei pertanto sostenere che sia facile e anche fruttuoso instaurare rapporti con i soci “attivi” delle associazioni. Ma mi sembra opportuno anche testimoniare che ho incontrato associazioni le quali a loro volta si sono portate dietro non solo i propri soci, ma una rete di associazioni ed enti del territorio, e questo è stato molto bello. C’è un cuore pulsante tra le gente,e quandolo trovi si riescono veramente a realizzare grandi iniziative.


C’è quale progetto o evento, tra i numerosi che annovera la Teca del Mediterraneo, che Le è rimasto particolarmente nel cuore e l’ha coinvolta da un punto di vista personale e umano?


Chi mi conosce bene sa che amo il mio lavoro e ad esso dedico tutta me stessa. Condivido pienamente le progettualità che come Consiglio regionale portiamo avanti e pertanto ne resto coinvolta. Ci sono state delle volte in cui ho dovuto negare il mio apporto ad iniziative di cui, a titolo personale, apprezzavo il valore, perché erano limitati i fondi oppure la proposta complessiva non reggeva. E ciò mi è dispiaciuto molto dal punto di vista umano, soprattutto quando la cosa ha riguardato fasce della popolazione svantaggiate. Ho un ricordo molto bello del progetto “Giovani in Consiglio: da osservatori a protagonisti”, perché ho incontrato degli studenti motivati, ovvero la conferma di operare nella giusta direzione quando si lavora per la formazione dei futuri cittadini; perché loro mi hanno ricordato gli anni da studentessa, passati troppo velocemente; perché con il supporto degli altri colleghi coinvolti nel progetto, abbiamo percorso un bel tratto insieme e conseguito un risultato ben definito.


In che maniera la Teca del Mediterraneo agisce per le proprie iniziative benefiche? Soprattutto in un momento di crisi economica.


Al contrario mi spiace venire a conoscenza di tanti cittadini che ignorano le possibilità offerte da una biblioteca pubblica, ma combattere con i retaggi culturali che portano a pensare ad una biblioteca come ad un luogo chiuso e d’elitè, non è facile, neanche con un impegno quotidiano.Per questo motivo, ora che la nuova struttura ce lo permette, stiamo cercando di coinvolgere con priorità la gente del quartiere in cui abbiamo sede ed i ragazzi, proprio con lo scopo di contribuire a formare un nuovo pensiero. In tanti momenti, di crisi più o meno evidente, quando la coperta è corta, sono sempre forti le voci di coloro che chiedono di tagliare i fondi alla cultura. Ma si sbagliano. Anche in questo momento difficile del post pandemia, è giusto dare contributi a fondo perduto e prevedere incentivi e agevolazioni, fiscali e non, ma occorre continuare a lavorare sulla formazione del cittadino, sulla libertà di pensiero, sul pluralismo. La biblioteca è da sempre la culla dell’umanità: stiamo lavorando per la nostra biblioteca affinché sia sempre più non solo un bellissimo edificio, ma un centro di aggregazione e di conoscenza. Noi cerchiamo sempre di fare la nostra parte.

Intervista a cura di Progetti Futuri

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