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Le donne Yao: le donne dai lunghi capelli

Il capello lungo è da sempre considerato simbolo di femminilità ed è un fattore per la definizione della bellezza irrinunciabile per molte donne; tuttavia, se immaginare una chioma che possa essere srotolata e utilizzata all’occorrenza a mo’ di scala dal principe azzurro dei sogni fa pensare irrimediabilmente alla favola della principessa Raperonzolo, esistono delle donne che lasciano crescere i propri capelli per raggiungere una lunghezza di oltre due metri, seguendo una tradizione ormai secolare: sono le donne Yao.

Al confine con il Vietnam, infatti, esiste una regione autonoma cinese chiamata Guangxi, nella quale è incastonato un piccolissimo villaggio, Huangluo, noto al mondo per la presenza di una minoranza etnica assai singolare: quella Yao.

Le donne appartenenti a questa minoranza si contraddistinguono per la cura maniacale dei propri capelli, diffusa in verità in tutto l’estremo oriente: questi vengono tagliati una sola volta nella vita, con il compimento della maggiore età e poi vengono lasciati crescere per sempre; si pensa, infatti, che la lunghezza del crine sia direttamente proporzionale al raggiungimento della fortuna, della longevità e della ricchezza.

Una volta tagliati, i capelli della ragazza vengono donati alla sua famiglia che li conserverà fino al giorno del suo matrimonio, occasione nella quale questi saranno donati allo sposo che li restituirà alla legittima proprietaria, la quale li attaccherà ai proprio, come delle extension. È importante precisare che, fino agli anni Ottanta, soltanto gli uomini della famiglia avevano la possibilità di vedere i capelli sciolti di una donna e che, qualora qualcuno si fosse trovato a vederli per caso, avrebbe poi dovuto passare tre anni con la famiglia della donna, in quanto “parente” acquisito. Questa rigidità ovviamente ha dovuto cedere il posto ai tempi ed è andata in disuso con i sempre più frequenti flussi turistici in Cina.



L’acconciatura indica, anche oggi, uno specifico stato sociale: se sono avvolti intorno alla testa sarà da intendere che la donna è sposata ma non ha figli; se sono muniti di un nastro, la donna risulterà inequivocabilmente sposata e con prole; se sono raccolti con un foulard indicano il nubilato, dunque la ricerca di un marito.


Il capello e il relativo modo di portarlo è da sempre oggetto di studio ed è indice di determinati aspetti sociali: culturalmente e storicamente, la donna è incoraggiata a portare il capello lungo, mentre all’uomo si richiede quello corto, il contrario è indice di separazione dalle regole; durante gli anni Sessanta e Settanta, portare i capelli lunghi era, appunto, considerato un simbolo di opposizione, per gli uomini.

A cura di Progetti Futuri

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